{"id":25,"date":"2025-02-05T09:52:20","date_gmt":"2025-02-05T08:52:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.noguerranonato.org\/coordinamentonazionale\/?p=25"},"modified":"2025-02-05T10:16:28","modified_gmt":"2025-02-05T09:16:28","slug":"dichiarazione-programmatica-coordinamento-nazionale-no-nato-e-regolamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.noguerranonato.org\/coordinamentonazionale\/2025\/02\/05\/dichiarazione-programmatica-coordinamento-nazionale-no-nato-e-regolamento\/","title":{"rendered":"Dichiarazione programmatica Coordinamento Nazionale No  NATO e  Regolamento"},"content":{"rendered":"\n<p>Capitolo 1 \u2013 Perch\u00e9 siamo contro la NATO<\/p>\n\n\n\n<p>1) L\u2019occupazione di suolo italiano da parte della NATO attesta o certifica la nostra posizione di paese a sovranit\u00e0 limitata<br>Fin dal 1945 gli imperialisti USA si installano in Italia con proprie forze. Il dopo-guerra fu caratterizzato dalle infiltrazioni degli USA nella vita economica, politica e sociale del nostro paese. Tale contesto prepar\u00f2 il terreno per l\u2019adesione dell\u2019Italia al Patto Atlantico (4 aprile 1949) che spian\u00f2 la via alla sottomissione del nostro paese agli imperialisti USA e a rendere l\u2019Italia uno dei principali avamposti della NATO nel mondo. Questo fu possibile tramite una serie di trattati fra cui l\u2019Accordo tra gli Stati membri del Trattato Nord Atlantico sullo status delle Forze Armate (Londra, 19 giugno 1951 &#8211; cosiddetto NATO SOFA), normante la presenza di personale di uno o pi\u00f9 paesi Nato sul territorio di un altro Paese dell&#8217;Alleanza, oppure l\u2019Accordo Bilaterale sulle Infrastrutture (BIA) tra gli Stati Uniti d\u2019America e l\u2019Italia, firmato il 20 ottobre 1954, che garantiva la disponibilit\u00e0 del territorio italiano per l\u2019installazione di basi militari USA e NATO.1 Emerge chiaramente che gli USA hanno svolto un ruolo chiave nello sviluppo della cosiddetta \u201cPrima Repubblica\u201d, inquinandone i processi democratici di partecipazione collettiva e facendo dell\u2019Italia un loro retroterra strategico in Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>2) L\u2019attivit\u00e0 della NATO \u00e8 anti-costituzionale<br>2.1) L\u2019attivit\u00e0 della NATO stride con uno dei principi fondamentali della Costituzione, l\u2019articolo 11, nella misura in cui esso statuisce che \u201cl\u2019Italia ripudia la guerra come strumento d\u2019offesa alla libert\u00e0 degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali\u201d. La portata precettiva ha un ambito applicativo esteso alla forma di guerra offensiva, ammettendo, in linea di principio, solo una guerra in chiave di risposta difensiva. Invece, l\u2019azione della Nato \u00e8 connotata storicamente da una portata offensiva: essa si \u00e8 espressa a partire dal 1949 tramite operazioni di intelligence di destabilizzazione e sovversione, e poi, esplicitamente, col &#8220;nuovo concetto strategico&#8221;, risalente al vertice di Washington del 1999, che ammette &#8220;operazioni di risposta alle crisi non previste dall&#8217;Articolo 5, al di fuori del territorio dell&#8217;Alleanza&#8221;.2 Questo \u00e8 il terreno in cui si inserisce la partecipazione attiva dell\u2019Italia, a partire dall\u2019aggressione della NATO all\u2019ex Jugoslavia nel 1999, alle operazioni di guerra offensiva promosse dalla NATO, in piena violazione dell\u2019articolo 11 della Costituzione italiana.<br>2.2) Inoltre, l\u2019articolo cos\u00ec seguita: \u201cl\u2019Italia [\u2026] consente, in condizioni di parit\u00e0 con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranit\u00e0 necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni\u201d ovvero prevede reciprocit\u00e0 nelle limitazioni di sovranit\u00e0 territoriale come sono, ad esempio, le basi militari straniere. \u00c8 normata, dunque, la reciprocit\u00e0 nell\u2019installazione di basi: a ogni base militare USA sul suolo italiano ne deve seguire una italiana su suolo statunitense: ci\u00f2 non \u00e8 mai successo e questa \u00e8 un\u2019ulteriore violazione costituzionale.<br>Infine, l\u2019occupazione militare del nostro paese da parte degli imperialisti USA-NATO viola esplicitamente il principio costituzionale della rinuncia alla sovranit\u00e0 territoriale esclusivamente in funzione di un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni, dal momento che il documento Guida alla Pianificazione della Difesa per anni fiscali 1992-1999 proveniente dal Pentagono, la cosiddetta \u201cDottrina Wolfowitz\u201d, chiarisce che per esercitare la loro leadership globale, gli USA devono impedire che altre potenze, compresi i vecchi e nuovi alleati possano diventare competitive nei loro confronti. Citando il documento in questione, il Pentagono afferma che &#8220;il nostro primo obiettivo \u00e8 impedire il riemergere di un nuovo rivale&#8221;.3 Questo prova che l\u2019attivit\u00e0 della Nato non assicura pace e giustizia fra le Nazioni ma persegue l\u2019obiettivo dichiarato degli Usa di conservare la loro egemonia in Europa, il che rende l\u2019attivit\u00e0 della Nato incompatibile con ogni parte dell\u2019articolo 11 della Costituzione, e quindi, in definitiva, incompatibile con i valori della nostra Costituzione.<br>2.3) Lo status del territorio su cui insistono le basi militari NATO non \u00e8 da considerarsi extraterritoriale: le basi sono territorio italiano e, dunque, sono soggette alla giurisdizione italiana. Diversamente, le basi USA sono territorio statunitense e quindi sono basi extraterritoriali. L&#8217;azione dei militari dell&#8217;Alleanza \u00e8 tutelata dall&#8217;art. VII del SOFA NATO in cui \u00e8 definito che la riserva di giurisdizione appartiene allo stato di origine se il reato \u00e8 stato commesso da un proprio membro nell&#8217;esercizio delle proprie funzioni o se la vittima \u00e8 un connazionale, in tutti gli altri casi va applicata la giurisdizione dello stato di soggiorno. La sottomissione politica del nostro paese al potere degli imperialisti Usa-Nato, per\u00f2, garantisce una totale impunit\u00e0 ai militari statunitensi per i crimini commessi su territorio italiano: la strage del Cermis nel 1998 \u00e8 l\u2019episodio pi\u00f9 tragico, ma sono numerosissimi i casi di violenze sessuali, percosse, sequestro di persona, omicidio stradale o reati stradali di vario tipo in cui la giustizia italiana ha demandato all\u2019equivalente statunitense l\u2019esercizio del potere giuridico, de facto assicurando la dispensa dalla pena per i reati commessi.<\/p>\n\n\n\n<p>3) La presenza della NATO aggrava gli effetti nel nostro paese della guerra esterna e interna<br>3.1) Coinvolgimento negli scenari di guerra: tra il 1991 e il 2011, l\u2019Italia ha partecipato ad almeno 38 operazioni militari promosse dalla Nato che interessano vaste aree come il Medio Oriente, i Balcani, l\u2019Africa e l\u2019Asia. I governi italiani sono stati complici dei bombardamenti di Belgrado durante l\u2019aggressione all\u2019ex Jugoslavia, hanno condotto l\u2019operazione Antica Babilonia in Iraq, hanno contribuito con interventi dell\u2019aeronautica militare durante l\u2019invasione della Libia, per citare alcune fra le maggiori responsabilit\u00e0 dell\u2019Italia in guerre offensive condotte dall\u2019Alleanza. Attualmente sono in corso 7 operazioni militari nell\u2019ambito dell\u2019attivit\u00e0 internazionale della Nato a cui partecipa l\u2019Italia.4 Inoltre, le basi militari Usa-Nato nel nostro paese costituiscono un retroterra tattico per numerose operazioni di sostegno a conflitti Nato: dalla base siciliana di Sigonella sono partiti droni che fungono da ricognitori e guida per i missili Atacms utilizzati nell&#8217;ambito degli attacchi delle forze armate di Kiev contro obiettivi militari e civili russi oppure mezzi dell\u2019aviazione statunitense, destinati al trasferimento di sistemi d\u2019arma, munizioni, equipaggiamento in supporto allo Stato sionista di Israele.5<br>3.2) Risorse nell\u2019industria bellica: dal 2019 a oggi sono stati investiti dal Ministero della Difesa circa 140 miliardi di euro. A queste cifre vanno aggiunti i finanziamenti privati proveniente da soggetti terzi: \u00e8 eclatante il caso della banca Intesa Sanpaolo che dal 2016 a oggi ha destinato al settore degli armamenti pi\u00f9 di 2 miliardi di dollari.6 Emerge che l\u2019Italia rimane impegnata a muoversi verso i parametri definiti dall\u2019Alleanza Atlantica, secondo i quali ogni paese deve investire il 2% del PIL in spesa militare mentre il sistema pubblico \u00e8 devastato e necessita di urgenti finanziamenti che negli anni, non solo non aumentano, ma diminuiscono.<br>3.3) Salute pubblica e inquinamento ambientale: Uranio impoverito, torio 232, arsenico, trizio, sono solo alcuni dei metalli pesanti utilizzati all\u2019interno dei sempre pi\u00f9 sofisticati e potenti armamenti in dotazione agli eserciti NATO. Questi armamenti sono prima testati nei poligoni militari a uso NATO su suolo italiano (Poligono Interforze di Salto di Quirra &#8211; PISQ, Capo Teulada, Capo Frasca in Sardegna; il Dandolo in Friuli Venezia Giulia; Monte Romano nel Lazio) e successivamente utilizzati nelle operazioni di guerra e saccheggio in cui gli eserciti NATO sono coinvolti, con lo strascico di patologie tumorali e inquinamento ambientale provocato ai danni di civili italiani che vivono nei pressi dei poligoni, dei civili stranieri che subiscono i bombardamenti, dei militari di truppa e sottufficiali che li adoperano. L\u2019inquinamento bellico, come dimostrano i territori della Sardegna, della ex Jugoslavia, dell\u2019Iraq e altri, va ben oltre i bombardamenti: i metalli pesanti restano nel terreno, nell\u2019aria e nelle falde acquifere nei casi minori per diversi decenni, addirittura centinaia di anni. A ci\u00f2 \u00e8 connessa la produzione bellica: una produzione energivora e che si basa in gran parte sull\u2019estrattivismo selvaggio (metalli e altri minerali, combustibili fossili, ecc.).<br>3.4) Militarizzazione della societ\u00e0: le scuole e le universit\u00e0 stanno sempre pi\u00f9 diventando terreno di conquista di una ideologia bellicista e di controllo securitario che si fa spazio attraverso l\u2019intervento diretto delle forze armate (in particolare italiane e statunitensi) declinato in una miriade di iniziative tese a promuovere la carriera militare in Italia e all\u2019estero, e a presentare le forze armate e le forze di sicurezza come risolutive di problematiche che sono invece pertinenti alla societ\u00e0 civile. Questa invasione di campo vede come protagonisti rappresentanti delle forze militari addirittura in qualit\u00e0 di \u201cdocenti\u201d, che tengono lezioni su vari argomenti (dall\u2019insegnamento dell\u2019inglese da parte di personale NATO a tematiche inerenti la legalit\u00e0 e la Costituzione) e arriva a coinvolgere persino i percorsi di alternanza scuola-lavoro (PCTO) attraverso l\u2019organizzazione di visite a basi militari o caserme. Il tutto suffragato da protocolli di intesa firmati da rappresentanti dell\u2019Esercito con il Ministero dell\u2019Istruzione, gli Uffici Scolastici Regionali e Provinciali e le singole scuole.7 Nelle Universit\u00e0 la NATO entra in progetti di ricerca e di didattica con collaborazioni come quella relativa a &#8220;Science for Peace and Security Programme&#8221;, ma anche attivit\u00e0 condotte insieme alla Marina Militare come &#8220;Mare Aperto&#8221;, una vera esercitazione di guerra che si svolge ogni anno nel Mediterraneo. In altri casi, ci sono accordi fra Universit\u00e0 e NATO per lo svolgimento di tirocini curriculari o extracurriculari presso Comandi o basi NATO. Oltre agli accordi quadro su didattica e ricerca, si evidenzia come nel caso dell&#8217;Universit\u00e0 di Bologna alcuni percorsi di laurea prevedono al loro interno la possibilit\u00e0 di partecipare al NATO Model Event, una simulazione di gestione di crisi internazionali condotta da esperti NATO.<br>Questo processo coincide con la crescente militarizzazione delle strade cittadine, consolidando l&#8217;approccio militare al governo dei territori: lo dimostra l&#8217;estensione dell&#8217;uso di tecnologie nell&#8217;ambito del controllo dell&#8217;ambiente urbano come la videosorveglianza, il tracciamento biometrico e i droni equipaggiati con nuove piattaforme satellitari. A questo si aggiunge l&#8217;estensione di tattiche (gi\u00e0 in uso in zone urbane militarizzate come Baghdad o Gaza) come la creazione di aree di protezione fortificate intorno ai centri finanziari o politici, l\u2019uso di armi non letali per il controllo dell\u2019ordine pubblico durante le manifestazioni oppure la dotazione di armi a impulsi elettrici per le polizie locali. Ci\u00f2 comporta una massiccia presenza delle forze di polizia su tutto il territorio, con presidi permanenti, posti di blocco stradali e procedure di identificazione (ved. le operazioni &#8220;Periferie sicure&#8221; e poi &#8220;Strade sicure&#8221; condotte dall&#8217;Esercito italiano per &#8220;la pubblica sicurezza&#8221;). Chiude il cerchio della militarizzazione sociale, la deriva repressiva che i governi degli ultimi anni hanno intrapreso con l&#8217;introduzione di norme per restringere le libert\u00e0 politiche delle masse popolari. Va in questa direzione la proposta del disegno di legge 1660 che introduce nuovi reati e nuove aggravanti di pena per chi manifesta, sciopera e in generale esprime forme di dissenso. Infatti, il DdL 1660, da un lato, arriva a limitare la libert\u00e0 di parola punendo &#8220;la detenzione di scritti che inneggiano alla lotta&#8221; e, dall&#8217;altro, &#8220;prevede la totale impunit\u00e0 per le forze dell&#8217;ordine, le quali saranno ulteriormente tutelate nei casi sempre pi\u00f9 frequenti di &#8220;abuso in divisa&#8221; e potranno portare armi anche fuori servizio&#8221;.8<\/p>\n\n\n\n<p>4) Le basi NATO violano il diritto internazionale<br>4.1) Sul piano normativo, la NATO \u00e8 legalmente vincolata allo Statuto dell\u2019ONU, il quale stabilisce che sul piano internazionale, il monopolio dell\u2019uso della forza appartiene all\u2019ONU. In generale, l\u2019ONU vieta la guerra e permette esclusivamente funzioni difensive \u2013 l\u2019articolo 51 qualifica che \u201cnulla in questo statuto invalider\u00e0 il diritto intrinseco di autodifesa individuale o collettiva se avvenisse un attacco armato contro un Membro delle Nazioni Unite, finch\u00e9 il consiglio di Sicurezza abbia preso misure necessarie a mantenere la pace e la sicurezza internazionali\u201d. Inoltre, non permette la minaccia o l\u2019uso della forza in guerre preventive o operazioni di sabotaggio di cui \u00e8 ricca la storiografia della NATO &#8211; l\u2019articolo 2 statuisce che \u201ctutti i membri nei propri rapporti internazionali si tratterranno dalla minaccia o dall\u2019uso della forza contro l\u2019integrit\u00e0 territoriale o l\u2019indipendenza politica di qualunque stato\u201d. La dottrina NATO del 1999 confligge in modo sostanziale con queste due norme dell\u2019ONU perch\u00e9 espande l\u2019ambito territoriale dell\u2019Alleanza al mondo intero, ammettendo l\u2019intervento anche in scenari non previsti dall\u2019Articolo 5 del Trattato istitutivo della NATO sulla mutua difesa dei Paesi membri.9<br>4.2) Il Consiglio d\u2019Europa (organizzazione per i diritti umani) ha evidenziato che nelle basi NATO vengono attuate operazioni di extraordinary rendition (\u201cconsegna straordinaria\u201d), ovvero l\u2019arresto di individui con procedure extragiudiziali.10 Ci\u00f2 costituisce un uso non lecito delle basi oltre che una violazione del Diritto che \u00e8 tale anche qualora l\u2019operazione sia stata consentita dallo stato ospitante.<\/p>\n\n\n\n<p>5) La NATO rende l\u2019Italia complice di violazioni dei trattati internazionali sul disarmo<br>5.1) La presenza di testate atomiche nelle basi USA-NATO presenti sul nostro territorio costituisce un\u2019illegittimit\u00e0 rispetto agli obblighi previsti dalla sottoscrizione da parte del nostro paese (e anche degli Stati Uniti) del Trattato di non Proliferazione Nucleare. Esso prevede che i cosiddetti Stati-nucleari, cio\u00e8 in possesso di armi nucleari, conservano il diritto di possedere tali armi ma si impegnano a non trasferirle agli Stati che ne sono privi, i cosiddetti Stati-non nucleari. Quest\u2019ultimi sono tenuti a non fabbricare armi nucleari ma anche a non ricevere il loro trasferimento o acquisirne il controllo. In contrapposizione con questi principi, tra i novanta e i cento ordigni atomici di provenienza statunitense sono depositati nelle basi militari USA-NATO di Ghedi (BS) e Aviano (PN) all\u2019interno del programma di condivisione della deterrenza nucleare proprio della Nato.11<br>5.2) Il nostro paese \u00e8 vincolato dalla Convenzione di Ottawa del 1997 per la messa al bando dell&#8217;uso, lo stoccaggio, la produzione e il trasferimento di mine antipersona e per la loro distruzione. L&#8217;articolo 4 della Convenzione statuisce che:&#8221; ciascuno Stato Parte si impegna a distruggere tutti gli stock di mine antiuomo di cui \u00e8 proprietario o detentore o che sottostanno alla sua giurisdizione o al suo controllo non oltre i dieci anni dopo l\u2019entrata in vigore della presente Convenzione&#8221;. Il fatto che gli Stati Uniti d\u2019America non abbiano mai aderito a questo Trattato, unito all\u2019esistenza e all\u2019attivit\u00e0 nell\u2019ambito di numerose esercitazioni di forze come il MOMAG (cio\u00e8 Gruppo mobile per l\u2019assemblaggio di mine) e la SNMCMG2 (cio\u00e8 Secondo Gruppo Nato di Contromisure per mine) ci rende potenzialmente complici di ulteriori violazioni internazionali stante il possibile commercio ed utilizzo di mine nel territorio italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Capitolo 2 \u2013 Quali sono le nostre proposte<br>La finalit\u00e0 del coordinamento \u00e8 quella di attuare fino in fondo l\u2019articolo 11 della Costituzione italiana. La sua applicazione sostanziale implica e coincide con l\u2019uscita dell\u2019Italia dalla Nato. Un orizzonte cos\u00ec richiede di mettere in campo dei passi e delle tappe che si traducono in misure gi\u00e0 praticabili che vanno nella direzione di indebolire la morsa con cui la Nato sottomette il nostro paese \u2013 e cos\u00ec, creare condizioni pi\u00f9 favorevoli per la sua cacciata. Le proposte del Coordinamento sono dunque valorizzare tutto quanto gi\u00e0 si muove e gi\u00e0 pu\u00f2 essere realizzato stante le agibilit\u00e0 democratiche e i principi della nostra Costituzione.<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Ritiro dei contingenti italiani all\u2019estero: attualmente oltre 5000 militari italiani sono impegnati in molte missioni militari della Nato.12 La partecipazione dei militari italiani in missioni offensive promosse dalla Nato non \u00e8 normata da accordi statutari dell\u2019Alleanza dal momento che l\u2019intervento dei paesi membri \u00e8 obbligato solo in caso di attacco subito da un Paese membro: la partecipazione a queste missioni avviene tramite accordi presi di governo in governo e dunque \u00e8 una precisa scelta politica di sottomissione che possiamo interrompere. La procedura di ritiro dei contingenti italiani all\u2019estero pu\u00f2 essere fatta in tempi brevi, tanto brevi quanto pu\u00f2 essere l\u2019emissione di un decreto d\u2019urgenza che richiama in patria i militari all\u2019estero.<\/li>\n\n\n\n<li>Tagli dei finanziamenti per l\u2019industria bellica: la Nato vorrebbe portarci a investire il 2% del PIL nel bilancio del Ministero della Difesa, a cui si aggiungono gli acquisti di armamenti che via via vengono accordati tra i vari paesi NATO. Dobbiamo invertire questa china e imporre che le risorse date in pasto ai guerrafondai per finanziare la guerra siano utilizzate in altri ambiti e settori utili alla collettivit\u00e0.<\/li>\n\n\n\n<li>Applicazione della legislazione italiana ai militari stranieri in servizio in Italia: i contingenti stranieri in servizio in Italia sono storicamente connotati da un certo livello di impunit\u00e0 e immunit\u00e0 alla giurisdizione italiana. Questo \u00e8 sbagliato: extraterritorialit\u00e0 o meno, chi commette reati nel nostro paese deve essere giudicato secondo quanto stabilito dalle leggi italiane.<\/li>\n\n\n\n<li>Chiudere i poligoni militari: la maggior parte dei poligoni NATO su suolo italiano non sono di propriet\u00e0 della NATO o di altri paesi (non godono quindi di extraterritorialit\u00e0) e possono essere oggetto dell\u2019intervento del governo italiano senza passare dal benestare di altri paesi o delle industrie militari italiane e straniere che al loro interno vi sperimentano armi di ogni tipo, in violazione del diritto internazionale. Inoltre sono aree inquinate in cui sono state interrate tonnellate di metalli pesanti e sostanze cancerogene stante l\u2019utilizzo di agenti tossici come l\u2019uranio impoverito o il torio negli armamenti. Nel Memorandum d\u2019Intesa Italia-USA del 1995 \u00e8 statuito che le autorit\u00e0 italiane possono intervenire nelle basi Usa-Nato in qualsiasi momento se sospettano di attivit\u00e0 che minano la salute pubblica e l\u2019ambiente.13<\/li>\n\n\n\n<li>Bonifica dei territori inquinati: le esercitazioni militari della Nato in Italia hanno determinato tassi di inquinamento ambientale elevatissimi, con incidenze tumorali fuori da ogni \u201cnormalit\u00e0\u201d per quanto riguarda le aree circostanti i poligoni NATO in Sardegna.14 Questi territori vanno interdetti all\u2019uso e bonificati utilizzando tutte le risorse economiche che attualmente vengono invece utilizzate per progettare, sperimentare e usare armamenti sempre pi\u00f9 inquinanti.<\/li>\n\n\n\n<li>Riconversione dell\u2019industria bellica:<br>La tendenza attuale dell&#8217;industria a partecipazione pubblica va in direzione opposta al disarmo, con la dismissione di interi settori di industria civile, inclusi quelli per la transizione verde e il pubblico trasporto con un aumento vertiginoso della quota di fatturato proveniente dalla fornitura di sistemi di arma. Tendenza gi\u00e0 affermatasi negli USA con l&#8217;uscita dal settore civile di grandissime imprese, concentrate oggi sulle tecnologie militari.<br>Lavoriamo per ottenere una diminuzione dell&#8217;impegno bellico dell&#8217;industria a partecipazione pubblica a favore dell&#8217;impegno nella ricerca, progettazione e produzione di tecnologie per la difesa civile ed il contrasto alle minacce che incombono sulle popolazioni in virt\u00f9 dei cambiamenti climatici, il dissesto idrogeologico, l&#8217;invecchiamento della popolazione e i rischi sanitari e di epidemie. In questo campo di lotta, ci battiamo per garantire ad ogni lavoratore dell\u2019industria bellica il proprio posto di lavoro, contro i tentativi di ricatto, licenziamento, ecc. che i padroni dell\u2019industria bellica metteranno in campo per contrapporre operai e organismi di lotta.<br>Il Coordinamento lotter\u00e0 contro la pratica delle &#8220;porte girevoli&#8221; tra funzione politica e dirigenza dell&#8217;industria bellica e promuover\u00e0 iniziative di lotta contro l\u2019ingerenza dei comitati d\u2019affari dell\u2019industria bellica nelle decisioni politiche ed economiche del paese. Il coordinamento si mobiliter\u00e0 a difesa della legge 185\/90 e contro il traffico di armi, contribuendo all\u2019iniziativa che gi\u00e0 gruppi di lavoratori in Italia (CALP di Genova, GAP di Livorno, lavoratori USB dell\u2019aeroporto di Montichiari e altri) promuovono in questo senso.<\/li>\n\n\n\n<li>Desecretazione di tutti gli accordi segreti: secondo la legge 124\/2007, aggiornata poi con DPCM n.3 del 2017, l&#8217;estensione temporale della secretazione di uno o pi\u00f9 documenti non pu\u00f2 superare i quindici anni a partire dall&#8217;apposizione del segreto e pu\u00f2 essere prorogato fino a un massimo di trent&#8217;anni.15 L&#8217;accordo bilaterale Italia-Usa del 1950, l&#8217;accordo Italia-Usa sulla sicurezza reciproca del 1952, l&#8217;accordo tecnico aereo Italia-Usa del 1954, l&#8217;accordo bilaterale Italia-Usa sulle infrastrutture del 1954 sono tutti documenti ancora secretati.<\/li>\n\n\n\n<li>Riconoscimento come vittime di guerra di tutti i civili e militari morti a causa delle attivit\u00e0 svolte nelle basi USA-NATO: tutti i civili e militari ammalati, mutilati o morti per la presenza delle installazioni militari Usa-Nato in Italia (esposizione alle sostanze tossiche utilizzate nelle basi durante le esercitazioni e non, residuati bellici, ecc.), vanno riconosciuti come vittime di guerra. La Nato \u00e8 responsabile e i governi italiani sono stati complici della malattia e morte di civili e militari per le attivit\u00e0 svolte dalle basi.<\/li>\n\n\n\n<li>Smilitarizzazione delle scuole e delle universit\u00e0: Per scongiurare che i luoghi dell&#8217;istruzione, principalmente scuole di ogni ordine e grado ed universit\u00e0 possano trasformarsi in terreno di propaganda bellica e di manipolazione delle coscienze sul ruolo della NATO, l&#8217;azione del Coordinamento sar\u00e0 volta a denunciare e boicottare le iniziative didattiche dirette e indirette che vengono programmate sulle basi di collaborazioni fra l&#8217;alleanza atlantica e le scuole o gli atenei in collaborazione con gli organismi gi\u00e0 attivi su questo tema (ad es. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e universit\u00e0) con l\u2019obiettivo di far saltare eventuali accordi di cooperazione tra i luoghi dell\u2019istruzione e i luoghi militari o i progetti finalizzati in tal senso. La smilitarizzazione dell&#8217;istruzione deve essere portata avanti non solo sul fronte della didattica, ma anche sul versante della ricerca universitaria o dei progetti a vario titolo che coinvolgono anche le scuole.<\/li>\n\n\n\n<li>Abolizione dei \u201cdecreti sicurezza\u201d contro le libert\u00e0 democratiche: a fronte dello sviluppo della Terza guerra mondiale, la classe dominante ha necessit\u00e0 di stringere la morsa repressiva contro chi si organizza e lotta contro le politiche di guerra. A partire dal DDL 1660, il coordinamento far\u00e0 un\u2019azione di resistenza, solidariet\u00e0 e lotta alle misure repressive che vincolano e ostacolano l\u2019agibilit\u00e0 politica degli organismi che lottano contro la Nato, le politiche di guerra, l\u2019economia di guerra e i suoi effetti fino all\u2019abolizione delle principali misure repressive ai danni delle masse.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>Capitolo 3 \u2013 Cosa facciamo<br>1) Coordinare l\u2019esistente<br>Il coordinamento esprime la volont\u00e0 di coordinare quanto gi\u00e0 esistente nell\u2019ambito degli organismi in lotta contro la Nato, la guerra e le politiche di guerra (repressione del dissenso, economia di guerra, ecc.) e favorisce la connessione con le realt\u00e0 pi\u00f9 disparate che possono confluire su tale lotta comune: da gruppi di lavoratori contro il traffico di armi nei loro posti di lavoro, a comitati ambientali impegnati contro l\u2019inquinamento prodotto dalle basi, etc.<\/p>\n\n\n\n<p>2) Valorizzare l\u2019iniziativa dal basso (oppure rafforzare l\u2019esistente)<br>Il coordinamento favorisce lo sviluppo di operazioni comuni, iniziative unitarie e campagne d\u2019opinione (successive o contemporanee), che ogni realt\u00e0 sviluppa in modi e forme specifiche e conformi alle proprie caratteristiche, cos\u00ec da sostenere e potenziare quanto gi\u00e0 fanno gli organismi aderenti e valorizzare le iniziative di lotta e gli insegnamenti di altre realt\u00e0, mettendole in connessione, rafforzando in ognuna la coscienza della propria importanza, delle proprie possibilit\u00e0 e della propria forza, dando modo a ogni organizzazione di imparare e insegnare alle altre, di sostenersi a vicenda, di mettere in comune conoscenze, esperienze e strumenti di lotta. In questo processo \u00e8 incoraggiata la massima agibilit\u00e0 sul piano locale: a nessuno \u00e8 richiesto di sciogliersi nella rete.<\/p>\n\n\n\n<p>3) Alimentare l\u2019organizzazione contro la NATO<br>Il coordinamento promuove la nascita di nuovi organismi territoriali e\/o tematici e la loro convergenza: l\u2019opposizione ai processi descritti nel capitolo 1 \u00e8 comune alla maggioranza delle realt\u00e0 organizzate e delle masse popolari in generale, ma \u00e8 attraverso l\u2019organizzazione che possiamo far valere la forza del nostro numero.<\/p>\n\n\n\n<p>4) Promuovere attivit\u00e0 di ricerca e informazione<br>Il coordinamento promuove un\u2019attivit\u00e0 ordinaria di ricerca e scambio di informazioni sulle tematiche inerenti la Nato, la guerra e le politiche di guerra: dalla mappatura delle basi Usa-Nato sul territorio nazionale a quella delle aziende belliche; dalla produzione di dossier d\u2019inchiesta sui processi di militarizzazione dei territori alla denuncia del coinvolgimento dell\u2019Italia in vari scenari di guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Conclusioni<br>Fuori l\u2019Italia dalla Nato, fuori la Nato dall\u2019Italia!<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\" \/>\n\n\n\n<p>Note<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Pagina 6\/14 di http:\/\/limes.espresso.repubblica.it\/wp-content\/uploads\/2008\/06\/059-072-lim-3-07-desiderio.pdf<\/li>\n\n\n\n<li>Parte IV, n\u00b041-43 di https:\/\/www.studiperlapace.it\/view_news_html?news_id=natoconcept99<\/li>\n\n\n\n<li>https:\/\/nsarchive2.gwu.edu\/nukevault\/ebb245\/doc03_full.pdf<\/li>\n\n\n\n<li>https:\/\/leg16.camera.it\/561?appro=64&amp;Il+quadro+delle+missioni+militari+dell&#8217;Italia++dal+secondo+dopoguerra+ad+oggi<\/li>\n\n\n\n<li>https:\/\/osservatorionomilscuola.com\/2023\/11\/13\/litalia-con-sigonella-nato-ha-un-ruolo-centrale-nella-guerra-contro-gaza-e-la-palestina\/ e https:\/\/comune-info.net\/quel-supporto-dei-droni-di-sigonella\/<\/li>\n\n\n\n<li>https:\/\/altreconomia.it\/il-senso-di-intesa-sanpaolo-per-il-business-delle-armi\/<\/li>\n\n\n\n<li>https:\/\/osservatorionomilscuola.com\/2024\/09\/23\/aderisci-anche-tu-allosservatorio-contro-la-militarizzazione-delle-scuole-e-delle-universita\/<\/li>\n\n\n\n<li>https:\/\/cub.it\/il-manifesto-della-rete-liberi-e-di-lottare-fermiamo-insieme-il-ddl-1660-le-prime-adesioni\/<\/li>\n\n\n\n<li>https:\/\/serenoregis.org\/2022\/02\/05\/illegalita-della-nato\/<\/li>\n\n\n\n<li>https:\/\/web.archive.org\/web\/20060205201454\/http:\/\/assembly.coe.int\/Main.asp?link=\/CommitteeDocs\/2006\/20060124_Jdoc032006_E.htm<\/li>\n\n\n\n<li>https:\/\/comune-info.net\/lorrore-nucleare-di-ghedi-e-aviano\/<\/li>\n\n\n\n<li>https:\/\/www.affarinternazionali.it\/le-missioni-internazionali-2024-quanti-e-dove-sono-i-militari-italiani\/<\/li>\n\n\n\n<li>https:\/\/it.usembassy.gov\/wp-content\/uploads\/sites\/67\/2016\/04\/USSSO-shell.pdf<\/li>\n\n\n\n<li>https:\/\/documenti.camera.it\/_dati\/leg17\/lavori\/documentiparlamentari\/indiceetesti\/022bis\/023\/00000001.pdf<\/li>\n\n\n\n<li>https:\/\/www.normattiva.it\/uri-res\/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2007-08-03;124<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>Regolamento Coordinamento nazionale No Nato<br>19.11.2024<\/p>\n\n\n\n<p>Punto 1<br>I soggetti aderenti al Coordinamento dichiarano la loro disponibilit\u00e0 a confrontarsi per promuovere azioni comuni, con spirito di lealt\u00e0 e reciproca correttezza. Ogni soggetto aderente decide di volta in volta se partecipare alle attivit\u00e0 programmate e come farlo, senza alcuna obbligatoriet\u00e0, nel rispetto del principio del pluralismo democratico interno. Il Coordinamento \u00e8 sempre aperto a ogni nuova adesione e favorisce un approccio inclusivo e dialettico con realt\u00e0 che condividano i suoi principi, contro il settarismo e l\u2019autoreferenzialit\u00e0 delle lotte.<br>Punto 2<br>Possono aderire al Coordinamento tutte le organizzazioni politiche, i partiti, i sindacati, i movimenti, le associazioni, i collettivi, i comitati e i gruppi che condividono le finalit\u00e0 e i principi definiti in questo documento e nella Dichiarazione Programmatica.<br>L\u2019elenco dei soggetti aderenti sar\u00e0 periodicamente aggiornato.<br>Punto 3<br>Il Coordinamento si compone di:<br>\u2022 un\u2019assemblea plenaria costituita dalla totalit\u00e0 delle realt\u00e0 aderenti e dei suoi membri;<br>\u2022 una segreteria composta da persone designate dall\u2019assemblea plenaria in numero non inferiore alla met\u00e0 di quello delle realt\u00e0 aderenti, fino ad un massimo di 11 persone.<br>Punto 4<br>L\u2019assemblea plenaria si riunir\u00e0 periodicamente e ha potere decisionale. Le votazioni si prendono a maggioranza semplice con un voto per ogni organizzazione aderente, anche se il metodo del consenso unanime \u00e8 favorito rispetto al metodo della votazione a maggioranza semplice.<br>Ogni realt\u00e0 aderente al coordinamento decide in autonomia le forme della propria rappresentanza (se uno, due o pi\u00f9 esponenti) che per\u00f2 non incide in sede di voto (ogni organismo aderente ha diritto ad un solo voto).<br>Punto 5<br>La segreteria garantisce il funzionamento degli aspetti comunicativi e organizzativi del Coordinamento. Essa ha lo scopo di far funzionare i canali di comunicazione, di diffondere all\u2019indirizzario mail del Coordinamento inviti ed appelli e diffondere fra i soggetti aderenti le comunicazioni di ogni tipo. L\u2019organo \u00e8 eletto su base democratica dall\u2019assemblea plenaria e rimette all\u2019assemblea plenaria le decisioni di natura politica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Capitolo 1 \u2013 Perch\u00e9 siamo contro la NATO 1) L\u2019occupazione di suolo italiano da parte della NATO attesta o certifica la nostra posizione di paese a sovranit\u00e0 limitataFin dal 1945 gli imperialisti USA si installano in Italia con proprie forze. 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