3/02/2024
L’assemblea nazionale promossa dal Coordinamento Nazionale No Nato (CNNN) tenutasi il 31 gennaio scorso a Milano, presso il Circolo Familiare di Unità Proletaria, ha visto la partecipazione di oltre 70 persone, 18 interventi e un ricco dibattito rispetto alla spirale della Terza guerra mondiale in corso e le pratiche, gli strumenti e gli obiettivi che gli organismi politici, sindacali, popolari e operai possono e devono darsi per sottrarre il nostro paese dalla guerra in corso. Per liberare il nostro paese dall’occupazione militare USA e NATO dandogli un diverso e nuovo indirizzo politico, che viva della partecipazione e marci sulle gambe dei tanti, tantissimi organismi che oggi nel nostro paese non vogliono sottostare al regime di guerra e miseria imposto dal governo Meloni e dai suoi padroni e mandatari.
È stata la prima delle due assemblee nazionali del CNNN, la seconda si terrà a Napoli il 21 febbraio prossimo (presso l’ex Asilo Filangieri, via G. Maffei 4, alle ore 14.30).
Presenti gruppi e organismi da Brescia, Bergamo, Milano, Sesto San Giovanni, Modena, Bologna, Firenze: Coordinamento per la Pace di Milano, Donne e uomini contro la guerra di Brescia, Lega Obiettori di Coscienza -LOC, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e università, Casoretto per la Palestina, Tenda contro la guerra di Sesto San Giovanni, Comitato No Comando Nato di Firenze, Coordinamento No Nato Emilia Romagna, Coordinamento modenese contro la guerra, Weapon Watch, Sanitari per Gaza. Giunto un saluto scritto da Pisa (Comitato No Camp Darby). Tra le forze politiche e sindacali, presenti Patria Socialista, Antitesi, PCUP, P.CARC, SlaiProlCobas, Associazione Schierarsi.

L’assemblea si è aperta con una nota di solidarietà e sostegno ai partecipanti alla manifestazione di Torino in difesa di Askatasuna e degli spazi sociali sotto attacco, condivisa dai partecipanti all’assemblea e fatta circolare immediatamente dopo la conclusione dell’assemblea (in appendice).
A introduzione del dibattito, è stata ripercorsa la storia del CNNN, un percorso avviato all’inizio del 2024 quando diverse realtà locali e nazionali hanno aderito ad un appello internazionale che chiamava alla mobilitazione in occasione del 75° anniversario della fondazione della NATO il 4 aprile 2024. Da quel momento il percorso ha visto numerose iniziative, riunioni, assemblee che hanno via via portato alla fondazione, l’8 dicembre 2024 a Bologna, del CNNN, a cui hanno aderito 25 realtà tra organismi nazionali e locali e oltre un centinaio di singoli contatti in tutto il paese.
Durante tutto il 2025, il CNNN
– ha promosso assemblee nazionali in presenza e on line, per sviluppare il dibattito rispetto alla lotta contro la Terza guerra mondiale e le sue manifestazioni: genocidio in Palestina, corsa al riarmo, occupazione militare del nostro paese, economia e propaganda di guerra, ecc.;
– ha promosso una tre giorni di mobilitazione e lotta in occasione del 76° anniversario dalla fondazione della NATO (il 4-5-6 aprile 2025), che ha visto 30 iniziative promosse in tutta Italia;
– ha promosso in termini più generali, una lotta politica contro le divisioni e il settarismo all’interno delle mobilitazioni popolari, lotta per l’unità che non si è limitata a dire “mettiamo da parte le differenze pur di stare insieme”, ma lotta che ha messo al centro la necessità di unirsi nell’obiettivo comune che è liberazione del paese dagli occupanti USA e NATO che hanno preso il posto degli occupanti nazifascisti e oggi determinano la politica estera e interna dello Stato italiano;
– ha sostenuto, ovunque è riuscito a farlo, le iniziative di lotta e mobilitazione contro la guerra e la militarizzazione dei territori, promosse da altri organismi portando il proprio contributo.
Ad un anno di attività del CNNN abbiamo visto che tanto è cambiato nel nostro paese al punto che la stessa Dichiarazione Generale che è stata sottoscritta in occasione della sua fondazione è superata in alcune parti, anche se non è superata nel contenuto politico. Contenuto politico che individua nel nemico principale di questa fase per i lavoratori del nostro paese gli imperialisti USA e NATO, un nemico che nel corso dell’ultimo anno il CNNN ha identificato anche meglio nella diramazione del suo potere: a tutti infatti oramai è evidente che la politica estera e la politica interna del nostro paese, a prescindere dai governi che si sono succeduti negli ultimi decenni, è determinata in via definitiva dagli interessi degli imperialisti USA-NATO. Ma questo potere si basa non solo sulla combinazione del complesso finanziario, militare e industriale USA con quello italiano, con i centri di potere particolari del nostro paese, ma anche e soprattutto sull’occupazione militare.
Chiunque ha partecipato all’assemblea ha infatti potuto entrare in possesso del dossier sulle installazioni USA e NATO in Italia prodotto dal CNNN. Al suo interno è stata effettuata una mappatura di 137 strutture militari e civili su cui o gli imperialisti USA-NATO hanno direttamente un proprio intervento (direttamente vuol dire che le gestiscono tramite il Pentagono o la NATO), oppure ne usufruiscono indirettamente attraverso la messa a disposizione delle autorità italiane o ancora vi sono progetti in corso per il loro futuro utilizzo. Strutture che occupano i territori al punto da diventare un tumore: Niscemi in queste settimane è un esempio palese. Colpita da una frana prevista da anni e su cui le istituzioni locali, regionali e nazionali nulla hanno fatto, mentre tanto e troppo hanno fatto per tutelare, rinforzare, consolidare la base USA di Niscemi che ospita le antenne del sistema NRTF e del MUOS a 2 chilometri dalla città, base che addirittura toglie l’acqua potabile ai cittadini niscemesi nei periodi di siccità. Niscemi è l’emblema di come i nostri territori sono abbandonati a se stessi o addirittura avvelenati e distrutti dalla presenza militare: il Friuli, la Sardegna e altre regioni dello Stato italiano possono testimoniarlo ulteriormente.
Ma nonostante la presenza degli USA e della NATO nel nostro paese che ai più può sembrare inscalfibile, intoccabile, il sistema di guerra e distruzione sorretto dagli imperialisti USA e NATO è un sistema debole e che vacilla ogni giorno di più. Nonostante l’allargamento della Terza guerra mondiale, mai prima di oggi il complesso NATO a guida USA è stato così debole, con contraddizioni interne che si esasperano a causa delle operazioni criminali che contraddistinguono la condotta del complesso militare-industriale-finanziario USA e dei loro alleati, iniziative e operazioni criminali spesso in contrasto tra loro. Ogni iniziativa criminale dei guerrafondai USA, UE e sionisti genera o alimenta contraddizioni di cui dobbiamo avvalerci.
La Terza guerra mondiale è in corso, e il nostro paese ne è immerso non solo e non tanto perché il governo Meloni è supino e leccapiedi degli USA e dei sionisti, ma perché l’Italia è un paese sotto il protettorato USA. È una guerra in cui il nostro paese è già pienamente coinvolto, con i progetti di riarmo finanziati per decine di miliardi di euro, con i porti e aeroporti italiani in cui transitano armi dirette in tutto il mondo, con la riconversione bellica delle aziende che producono beni e servizi di natura civile, con le basi e infrastrutture degli USA e della NATO che occupano il nostro territorio da La Spezia a Sigonella, da Aviano a Capo Teulada. È una guerra che quindi produce i suoi effetti anche nel nostro paese, una guerra contro i lavoratori e il resto della società: lo smantellamento dell’apparato produttivo a favore della conversione bellica, tagli alla sanità e alla scuola pubblica, devastazione ambientale, militarizzazione della società, propaganda bellica, censura e repressione per chi non è disposto ad accettarla è il costo che già paghiamo da tempo e continueremo a pagare in maniera crescente.
Di fronte a questo scenario, molti dicono e diranno che è impossibile lottare contro lo strapotere della NATO e degli USA, al massimo si può protestare finché ce lo consentiranno. Per il CNNN non è così: con le mobilitazioni di settembre e ottobre abbiamo visto la forza che i lavoratori e le lavoratrici di questo paese possono esprimere, una forza che in una certa misura ha condizionato anche la politica estera del blocco USA e NATO. Dobbiamo aver fiducia in questa forza. Non fiducia cieca, ma fiducia che alimentando l’organizzazione, il coordinamento e in generale la lotta per liberare il paese dagli imperialisti USA e NATO è possibile fare degli enormi passi avanti.
Un primo passo, per raccogliere e sviluppare il fermento autunnale, è quello di portare in maniera più esplicita in ogni contesto in cui ognuno di noi interviene e in ogni mobilitazione contro la guerra mondiale e i suoi effetti la parola d’ordine di liberare il paese dall’occupazione militare USA e NATO. Questo deve essere sempre di più un obiettivo diffuso, condiviso e attorno cui organizzarci, declinando contesto per contesto cosa vuol dire liberarsi: vuol dire cacciare i militari dalle scuole; chiudere le basi a partire da quelle inquinanti e dannose per l’ambiente o boicottarne l’attività; bloccare il traffico di armi, la corsa al riarmo e le mille forme in cui si manifesta la sottomissione del nostro paese agli imperialisti USA e NATO.
In secondo luogo, bisogna coordinarsi. L’appello è a unirsi al coordinamento, contribuire alle sue attività, in una prospettiva di sviluppo dell’inchiesta e della denuncia del ruolo della NATO nel nostro paese, così come nella prospettiva di estendere e rafforzare la diffusione delle parole d’ordine e obiettivi di lotta comuni.
In terzo luogo, si tratta di alimentare l’organizzazione: costruire gruppi e nodi locali del coordinamento, formali o informali, che si combinano con gruppi e nodi di altre regioni e province, con organismi simili e volenterosi di organizzarsi, alimentando e sviluppando campagne e iniziative comuni contro quelle che sono le strutture locali su cui poggia il potere degli imperialisti USA-NATO.
Occasione per farlo sono sicuramente tutte le mobilitazioni contro la guerra previste per il prossimo futuro, a partire dal sostegno allo sciopero dei lavoratori portuali del Mediterraneo previsto per il prossimo 6 febbraio, passando per la promozione e organizzazione delle iniziative di presentazione del dossier sulle installazioni USA-NATO in Italia prodotto dal CNNN e verso la costruzione di una giornata di lotta nazionale prevista per il prossimo 4 aprile, in occasione del 77° anniversario dalla fondazione della NATO. A queste, si aggiunge la mobilitazione contro il governo Meloni prevista per il prossimo 28 marzo.
Dagli interventi all’assemblea emerge che è chiaro ai più che siamo oramai nella Terza guerra mondiale e che questa porta con sé un restringimento sempre più esplicito delle libertà di espressione e organizzazione in Italia. “Non siamo in democrazia” denuncia Beppe Corioni di Brescia riportando le esperienze di lotta contro la presenza di 40 ordigni nucleari nella base di Ghedi. La particolarità della base di Ghedi è che “formalmente” è base italiana e quindi dovrebbe rispondere a leggi e regole dello Stato Italiano (le basi Usa godono anche dal punto di vista formale di extraterritorialità). L’assurdità della base di Ghedi è che negli ultimi anni ha visto la costruzione di una seconda base dentro la base italiana, e quella sotto l’egida dello Stato italiano fa “da recinto” a quella interna gestita di fatto dai militari USA.
Tutti gli interventi non hanno avuto alcuna ambiguità sul collocare i principali conflitti armati nel mondo (in particolare Ucraina e Medio Oriente) come guerra di USA e NATO contro Federazione Russa, Iran, Repubblica Popolare Cinese, ecc. e cioè paesi che resistono all’egemonia Usa. Bisogna quindi opporsi ad ogni tentativo di intervento di USA-NATO e UE contro questi paesi e contro il sostegno garantito alle politiche di guerra USA-NATO e UE dal governo Meloni e dal polo PD che reggono il sacco di queste politiche mascherandole tramite sostegno umanitario, per la democrazia e i diritti.
L’assemblea concorda nella proposta di concepire il dossier sulle installazioni USA-NATO del CNNN come strumento che, nel fare contro-informazione, deve diventare fonte di mobilitazione e organizzazione: ogni installazione USA e Nato deve diventare luogo di mobilitazione, fonte di organizzazione, strumento per approfondire conoscenza del contesto in cui le/i lavoratrici/tori e le masse vivono e lavorano e che il suo approfondimento e sviluppo deve marciare sull’attività degli organismi locali che lo fanno proprio.
È stata unanime la volontà di rendere il 4 aprile 2026 giornata di mobilitazione contro la NATO, non “generica” ma di costruzione in ogni regione di mobilitazioni davanti a installazioni militari USA-NATO che hanno un ruolo di rilievo nella zona.
Importante è stato il contributo degli organismi locali (Coordinamento No Nato Emilia Romagna – CNNER, No Comando Nato di Firenze e altri) che hanno mostrato come organizzandosi si può dossierare l’attività del nemico e la sua struttura e come l’attività locale degli organismi che lottano contro le basi USA e NATO sono battaglie territoriali ma strettamente connesse a quelle di altri organismi e gruppi a livello nazionale: l’oleodotto NATO NIPS, struttura militare contro cui si sta concentrando l’azione del CNNER, parte da La Spezia e rifornisce le basi di Ghedi, Aviano, Vicenza e altre e quindi può e deve essere oggetto di iniziativa e mobilitazione comune tra più territori. La stessa caserma Predieri di Firenze, dove è stato insediato un nuovo comando NATO, ha collegamenti con i piani di espansione delle strutture militari e civili (in funzione dell’uso militare) in tutta la regione.
Infine, da vari interventi è emerso che la lotta contro la NATO è principalmente dettata dalla costruzione di “rapporti di forza” e di legame tra comitati già esistenti e lavoratori: l’esempio del ruolo assunto dal CALP di Genova e dagli altri organismi di lavoratori portuali (GAP di Livorno, CAP di Ravenna) e dei docenti nelle mobilitazioni di settembre e ottobre scorso è ancora vivo e forte e ha dimostrato che quando i lavoratori e le lavoratrici si muovono, possono determinare una mobilitazione generale del paese. Per questo motivo bisogna impegnarsi e sostenere la mobilitazione e soprattutto l’organizzazione della classe lavoratrice.
Graditissimi sono stati i saluti di Jean Toschi Marazzani Visconti, storica esponente del Comitato No Guerra No Nato, a cui va l’applauso e il ringraziamento per il lavoro fatto nei decenni scorsi e che si è resa disponibile, nei limiti delle sue forze e possibilità, a sostenere l’attività del CNNN.
Sintesi decisioni assunte:
– promozione, per il prossimo 4 aprile, di una giornata di mobilitazione nazionale di fronte alle installazioni e basi militari in tutta Italia, concentrandosi regione per regione su quella di particolare rilievo o su cui c’è già una mobilitazione in corso, su cui far convogliare e convergere quante più realtà;
– sostegno allo sciopero dei lavoratori portuali del prossimo 6 febbraio, sostegno sia partecipando alle iniziative organizzate nelle città portuali coinvolte sia con iniziative in piazza promosse in altre città in sostegno alla giornata di mobilitazione dei lavoratori;
– promozione di iniziative di presentazione del dossier sulle installazioni militari USA-NATO ovunque sia possibile e attraverso il coinvolgimento attivo di realtà e gruppi locali, città per città.
Facciamo appello a tutti coloro che hanno partecipato e hanno portato un proprio contributo a inviarlo alla mail del CNNN: coordinamentonazionalenonato@proton.me
I contributi pervenuti e che perverranno saranno raccolti e pubblicati nei prossimi giorni per essere a disposizione di chi ha interesse. Invitiamo tutti a partecipare alla prossima assemblea nazionale del 21 febbraio a Napoli (per info e prenotazione dell’intervento scrivere alla mail indicata).
Avanti nella lotta per farla finita con la sottomissione agli USA e alla NATO!
I territori sono di chi li vive e ci lavora! Via le basi USA e NATO dall’Italia, fuori l’Italia dalla NATO!
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APPENDICE 1 – Nota di sostegno e solidarietà ad Askatasuna e ai manifestanti di Torino del 31.01.2026
L’assemblea del Coordinamento Nazionale No Nato con i suoi partecipanti, riunitasi oggi 31 gennaio a Milano, esprime solidarietà ai manifestanti che oggi attraversano le strade di Torino a difesa di Askatasuna e degli spazi sociali, contro l’economia di guerra e la repressione di guerra, e denunciano gli abusi e il clima persecutorio messo in campo dal governo Meloni. Il governo Meloni ha paura dell’opposizione e dei movimenti di lotta che già a settembre e ottobre scorso hanno fatto tremare il sistema di potere guerrafondaio che fa capo agli imperialisti usa e nato e ai sionisti, e si affretta ad estendere le azioni repressive. Dobbiamo rispondere alla repressione con la solidarietà e allargando l’organizzazione, per liberarci dalle catene degli imperialisti e costruire una nuova società libera dalla guerra e dai guerrafondai che occupano illegittimamente il nostro paese.
Coordinamento Nazionale No Nato
Telegram: https://t.me/CoordNazNoNATO
Contatto mail: coordinamentonazionalenonato@proton.me
Sito: https://www.noguerranonato.org/coordinamentonazionale
