Il 4 aprile 2026 sarà giornata di mobilitazione contro la NATO: in ogni regione mobilitazioni davanti a installazioni militari USA-NATO
Il 21 febbraio scorso a Napoli, presso l’Asilo ex Filangieri Bene Comune, si è tenuta la seconda assemblea nazionale promossa dal Coordinamento Nazionale No Nato (CNNN) dopo quella del 31 gennaio a Milano (di seguito il link del resoconto dell’assemblea https://www.noguerranonato.org/coordinamentonazionale/2026/02/03/sintesi-dellassemblea-nazionale-del-coordinamento-nazionale-no-nato-milano-31-01-2026/).
L’assemblea ha visto la partecipazione di oltre 120 persone, 35 interventi e un ricco dibattito rispetto alla spirale della Terza guerra mondiale e le pratiche, gli strumenti e gli obiettivi che gli organismi politici, sindacali, popolari e operai possono e devono darsi per liberare il nostro paese dall’occupazione militare USA e NATO dandogli un diverso e nuovo indirizzo politico, che viva della partecipazione e marci sulle gambe dei tanti, tantissimi organismi che oggi nel nostro paese non vogliono sottostare al regime di guerra e miseria imposto dal governo Meloni e dai suoi padroni e mandatari.
All’assemblea sono intervenuti: Asilo ex Filangeri, Lavoratori Leonardo di Grottaglie, Movimento No Muos, A Foras, Handala Ali, Osservatorio contro la militarizzazione di scuole e università, Tavolo per la pace di Trieste, Rete antimilitarista per la pace, Tavolo uniti contro la guerra, Docenti per Gaza, Padre Alex Zanotelli, Comitato Disarmo, Gruppo Giuristi e Avvocati per la Palestina, Sindacato Fisi, Sindacato Sociale di Base, Cobas Scuola, Civico 7 Napoli, PCUP, Partito dei CARC, Gallery Art, Anpi Zona Orientale di Napoli, Brigata Internazionale “Simon Bolivar”, Associazione Italia/Cuba Circolo di Napoli, PRC Campania, Noi Comunisti, Riseup Triggiano, Coordinamento per la Palestina Torre del Greco, Comitato “Passo Passo”, UDS – Unione degli Studenti, ASC –Associazione Studentesca Culturale, Ancora Italia, Comitato Nazionale Articolo 11, Stop Rearm, Comitato No F35 Trapani/Birgi, Vesuvio Libero, Global Movement To Gaza, Generazioni Future.
A introduzione del dibattito, è stata ripercorsa la storia del CNNN, un percorso avviato all’inizio del 2024 quando diverse realtà locali e nazionali hanno aderito ad un appello internazionale che chiamava alla mobilitazione in occasione del 75° anniversario della fondazione della NATO il 4 aprile 2024. Da quel momento il percorso ha visto numerose iniziative, riunioni, assemblee che hanno via via portato alla fondazione, l’8 dicembre 2024 a Bologna, del CNNN, a cui hanno aderito 25 realtà tra organismi nazionali e locali e oltre un centinaio di singoli contatti in tutto il paese.
Durante tutto il 2025, il CNNN
– ha promosso assemblee nazionali in presenza e on line, per sviluppare il dibattito rispetto alla lotta contro la Terza guerra mondiale e le sue manifestazioni: genocidio in Palestina, corsa al riarmo, occupazione militare del nostro paese, economia e propaganda di guerra, ecc.;
– ha promosso una tre giorni di mobilitazione e lotta in occasione del 76° anniversario dalla fondazione della NATO (il 4-5-6 aprile 2025), che ha visto 30 iniziative promosse in tutta Italia;
– ha promosso in termini più generali, una lotta politica contro le divisioni e il settarismo all’interno delle mobilitazioni popolari, lotta per l’unità che non si è limitata a dire “mettiamo da parte le differenze pur di stare insieme”, ma lotta che ha messo al centro la necessità di unirsi nell’obiettivo comune che è liberazione del paese dagli occupanti USA e NATO che hanno preso il posto degli occupanti nazifascisti e oggi determinano la politica estera e interna dello Stato italiano;
– ha sostenuto, ovunque è riuscito a farlo, le iniziative di lotta e mobilitazione contro la guerra e la militarizzazione dei territori, promosse da altri organismi portando il proprio contributo.
Oltre a questo, a inizio 2026 il CNNN ha pubblicato un dossier sulle installazioni USA e NATO in Italia che contiene una mappatura di 137 strutture militari e civili su cui o gli imperialisti USA-NATO hanno direttamente un proprio intervento (direttamente vuol dire che le gestiscono tramite il Pentagono o la NATO), oppure ne usufruiscono indirettamente attraverso la messa a disposizione delle autorità italiane o ancora vi sono progetti in corso per il loro futuro utilizzo.
Per la stesura del dossier, il CNNN ha attinto alla ricca esperienza di tutti quegli organismi e singoli che hanno messo a disposizione della collettività le informazioni e le conoscenze frutto di anni di lotta contro l’occupazione USA e Nato del nostro paese. Dall’assemblea è infatti emerso che è necessario fare della controinformazione uno strumento di mobilitazione e organizzazione per la cacciata della NATO dal nostro paese.
Tra gli interventi dell’assemblea particolarmente utile quello dell’operaio della Leonardo di Grottaglie che ha messo bene in luce il ruolo centrale della classe operaia nella lotta contro la NATO e la Terza guerra mondiale in corso. Il lavoratore ha spiegato che la Leonardo è un’azienda che può benissimo produrre civile, avrebbe mercato e competenza per farlo e può evitare di produrre armamenti. Il dossier, prodotto proprio dai lavoratori Leonardo su questo tema, mostra l’importanza dell’organizzazione della classe operaia nei posti di lavoro e la necessità di organizzare la vita economica e sociale del paese sulla base di una gestione pianificata e pubblica dell’apparato produttivo al servizio delle esigenze della popolazione e non dei guerrafondai e dei piazzisti di morte.
Allo stesso modo gli interventi dei lavoratori della scuola, dall’Osservatorio contro la militarizzazione di scuole e università ai docenti per Gaza, tra i protagonisti delle mobilitazioni del settembre e ottobre scorso, hanno mostrato che esiste un tessuto ampio di organismi nel mondo della scuola che lotta contro la guerra e le sue manifestazioni.
Il Movimento NO MUOS ha mostrato il legame tra la guerra esterna e la guerra in casa nostra con i suoi effetti devastanti: hanno infatti chiarito che stanno vivendo con grande attenzione e preoccupazione il dramma che attraversa la popolazione di Niscemi, città siciliana già segnata dalla presenza del MUOS e della Base NRTF della Marina USA, oggi colpita da una frana di enormi proporzioni. Un evento che rappresenta simbolicamente e concretamente il dissesto e l’abbandono del territorio, sacrificato a logiche belliciste che sottraggono risorse alla tutela ambientale, alla sicurezza delle comunità e allo sviluppo sociale. Hanno poi specificato che solo attraverso il dialogo, il coordinamento e la solidarietà reciproca possiamo rafforzare un fronte comune capace di incidere realmente nelle scelte politiche che segnano il nostro presente e il nostro futuro.
A Foras ha ricordato che in Sardegna è concentrato circa il 65% del demanio militare complessivo dell’Italia, in particolare si tratta di poligoni dove vengono testati i nuovi armamenti e dismessi quelli non più funzionanti. La lunga esperienza di A Foras mostra chiaramente che lottare contro la militarizzazione dei territori e la NATO espone inevitabilmente a tentativi repressivi che si fanno sempre più ampi e dispiegati man mano che la lotta si sviluppa: da qui la necessità di elevare la solidarietà attiva tra gli organismi e di fare della lotta alla repressione una battaglia comune, una battaglia che mette al centro la resistenza, la lotta e la solidarietà.
Le organizzazioni solidali con la Palestina, come Handala Ali e il Comitato pro-Palestina di Torre del Greco, hanno mostrato chiaramente il legame tra la lotta in solidarietà al popolo palestinese e la lotta nel nostro paese per la cacciata della NATO che ha un ruolo di prim’ordine del genocidio in Palestina a partire dalle basi USA e NATO in Italia, a tutti gli effetti presidi logistici del genocidio in Palestina (basti pensare che i droni che hanno attaccato la Flotillia sono partiti da Sigonella). Attraverso la NATO, infatti, il nostro paese viene usato come retroterra per il sostegno politico, economico e militare al criminale regime d’Israele. Stante questa consapevolezza, l’attività del CNNN nelle prossime settimane si propone di raccogliere, coordinare e sviluppare la lotta contro la NATO e in solidarietà all’eroica Resistenza palestinese. Lottare per liberarci dal protettorato USA, dalla NATO e dalla fitta rete di agenti sionisti, aziende ed enti che costituiscono la capillare infiltrazione sionista nel nostro paese è il miglior modo per contribuire alla Resistenza del popolo palestinese-
A questo proposito, l’avvocato di Giuristi e Avvocati per la Palestina, in riferimento all’attuazione dell’articolo 11 della Costituzione, ha spiegato che giuridicamente esistono già tutte le condizioni affinché un governo blocchi “per legge” il transito di armi nel territorio nazionale fino a interrompere l’adesione dell’Italia alla Nato stante il coinvolgimento della Nato negli scenari di guerra. In definitiva, fin quando formalmente siamo sotto l’egida di questa Costituzione a essere eversivo è qualsiasi Governo che asseconda l’azione Usa e Nato e consente che nel nostro paese transitino armi che vanno verso territori in guerra.
Di particolare rilievo è stato l’intervento di padre Alex Zanotelli che ha applaudito all’attività del CNNN e ha ribadito la necessità e l’attualità della lotta contro la Nato dal momento che l’Italia non è un paese sovrano e senza sovranità non c’è libertà e che l’aumento delle spese NATO condanna definitivamente la sanità pubblica e la scuola pubblica.
Come per l’assemblea nazionale di Milano del 31 gennaio, è stata unanime la volontà di rendere il 4 aprile 2026 giornata di mobilitazione contro la NATO, non “generica” ma di costruzione in ogni regione di mobilitazioni davanti a installazioni militari USA-NATO che hanno un ruolo di rilievo nei vari territori.
Il 4 aprile sarà preceduto da un mese di mobilitazione: dal 5 marzo, giornata di mobilitazione nazionale degli studenti contro i tentativi di reintrodurre la leva militare obbligatoria, alla manifestazione nazionale “blocchiamo il governo Meloni” del 14 marzo a Roma, dalla manifestazione nazionale “Together” a Roma del 28 marzo lanciata dall’area Stop Rearm a cui stanno aderendo decine di realtà, tra cui anche Askatasuna, alla partenza di una nuova Flottilia diretta a Gaza. Ognuna di queste date svilupperà il movimento popolare contro la guerra nel nostro paese a condizione che si metta da parte lo spirito di concorrenza e che siano concepite come tappe concatenate per rafforzare la lotta contro il nemico comune.
Oggi valorizzare gli aspetti positivi di ogni iniziativa, sostenere l’azione dei lavoratori e delle lavoratrici, sviluppare il coordinamento tra gli organismi mettendo in comune conoscenze, esperienze e metodi di lotta e portare in ogni contesto la parola d’ordine di liberare il paese dall’occupazione militare USA e NATO sono quei passi necessari per estendere quel movimento popolare capace di fermare la spirale della Terza guerra mondiale in cui il nostro paese è coinvolto.
Come CNNN sosteniamo quel ricco tessuto di comitati, associazioni, realtà politiche e sindacali che lottano contro la guerra e la Nato e facciamo appello a costruire gruppi e nodi locali del coordinamento, formali o informali, che si combinano con gruppi e nodi di altre regioni e province, con organismi simili e volenterosi di organizzarsi, alimentando e sviluppando campagne e iniziative comuni contro quelle che sono le strutture locali su cui poggia il potere degli imperialisti USA-NATO.
Facciamo appello ad aderire al CNNN: aderire non significa sciogliere gli organismi nel coordinamento ma rafforzare ognuno la propria organizzazione attraverso lo scambio di esperienze e la mobilitazione su parole d’ordine comuni, significa mettere al centro il nemico comune e rafforzare il nostro campo costruendo un’alternativa reale.
Nel nostro paese l’opposizione alla guerra, è diffusa e capillare, è vivace e può trasformarsi in mobilitazione generale per cambiare il corso delle cose, per interrompere la spirale della Terza guerra mondiale e far saltare i piani dei guerrafondai e dei loro soci. In questo contesto, ruolo centrale lo giocano i lavoratori e le lavoratrici: dell’istruzione, portuali e aeroportuali, della logistica, metalmeccanici e di ogni altro settore, la cui mobilitazione serve a fermare gli ingranaggi di guerra ad ogni livello, mobilitazione che dobbiamo sostenere ed estendere. La linea tracciata da Usa, Nato, sionisti d’Israele e UE è quella di allargare la guerra a tutti quei paesi che oggi non si sottomettono alla loro volontà. Fermare la Terza guerra mondiale non è un obiettivo a lungo termine, per cui lottare quando il missile cade nel proprio giardino: è l’obiettivo immediato su cui costruire un fronte di lotta, coordinando e valorizzando tutte le iniziative e mobilitazioni già in corso.
